Chi sono i coworker di CowoCheConta? Intervista ad Anna Bottinelli.

 

bottinelli-monuments-men E’ sempre un piacere per noi presentare i professionisti che usano il nostro spazio di coworking

Oggi è il turno di Anna Bottinelli, che lavora per la Monuments Men Foundation for the Preservation of Art – sì, quella del film con Clooney! – e lavora presso di noi.

CowoCheConta – Buongiorno Anna, può presentarci in poche parole il lavoro della Monuments Men Foundation?

Anna Bottinelli – La Monuments Men Foundation for the Preservation of Art con sede a Dallas, in Texas, ha come missione principale quella di preservare l’eredità lasciataci dai “Monuments Men”, cioè quel gruppo di circa 350 uomini e donne, principalmente intellettuali, artisti, direttori e conservatori di musei, che durante la seconda guerra mondiale si sono volontariamente arruolati nell’esercito Alleato per proteggere i monumenti dalla distruzione della guerra, per rintracciare le opere trafugate da Hitler e restituirle ai legittimi proprietari.

In primo luogo, quindi, manteniamo un ricco database con informazioni bibliografiche su ciascuno dei Monuments Men e degli altri personaggi coinvolti in questa storia.

Per far conoscere questa storia tanto affascinante quanto poco conosciuta, Robert Edsel, fondatore e presidente della Fondazione, ha scritto tre libri, “Rescuing da Vinci”, “Monuments Men: Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia” (uscito in italiano lo scorso Marzo 2013, edito da Sperling & Kupfer) e “Saving Italy: the Race to Rescue a Nation’s Treasure from the Nazis” (disponibile dal 27 maggio in italiano con il titolo di “Monuments Men: Missione Italia”, sempre edito da Sperling & Kupfer).

Nonostante i Monuments Men siano riusciti a rintracciare e restituire quasi 5 milioni di beni culturali, esistono ancora migliaia di opere d’arte disperse e la nostra Fondazione si impegna a completare questa missione cercando di coinvolgere persone di buona volontà interessate a identificare quelle opere d’arte trafugate e mai restituite e di illuminare il percorso di questi oggetti verso il loro legittimo proprietario.

CowoCheConta –  In cosa consiste il suo lavoro? 

Anna Bottinelli – Sono la ricercatrice italiana della Fondazione e quindi svolgo principalmente ricerche d’archivio su territorio nazionale, spostandomi dove è necessario. Inizialmente le mie ricerche hanno riguardato soprattutto il materiale indispensabile per scrivere l’ultimo libro di Robert Edsel, che si incentra sui danni al patrimonio artistico italiano durante la seconda guerra mondiale.

Ho indagato soprattutto la collaborazione tra i soprintendenti italiani e i Monuments Men per la tutela del nostro prezioso patrimonio.

Ultimamente, invece, le mie ricerche hanno mirato a identificare la provenienza di opere d’arte e oggetti segnalataci da terzi come possibili furti in tempo di guerra. Oltre alla ricerca, sono stata coinvolta nell’organizzazione della promozione in Italia del libro “Monuments Men” e al momento sto collaborando con la stessa casa editrice sull’uscita della traduzione italiana di “Saving Italy”, con il titolo di “Monuments Men: Missione Italia”.

CowoCheConta –  La seconda guerra mondiale è ormai molto lontana, nel tempo e nella memoria, tuttavia la Fondazione pare avere un ruolo molto attuale: ce lo può riassumere?

Anna Bottinelli – Sono molti i modi in cui la Monuments Men Foundation compie un ruolo ancora attuale.

Innanzitutto, come accennato in precedenza, con la collaborazione di chiunque voglia contattarci per segnalare un oggetto mancante – o come proprietario dell’oggetto stesso – la Fondazione si impegna ad effettuare le ricerche necessarie e, dove possibile, a facilitare la restituzione di opere d’arte, beni culturali e documenti ancora dispersi.

Uno dei nostri ultimi ritrovamenti ha portato, grazie alla collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, alla restituzione di otto volumi all’Università di Napoli.

La Fondazione avrà inoltre un ruolo guida nella progettazione della Monuments Men Experience, una mostra permanente che sarà presto allestita al National World War II Museum di New Orleans, USA, come testimonianza dell’eredità lasciataci da questi eroi.

Per garantire ai Monuments Men il riconoscimento che meritano, stiamo inoltre cercando di fare in modo che la Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti d’America onori questi eroi con la  Congressional Gold Medal.

In ultimo, il nostro massimo obiettivo è quello di sensibilizzare i capi di stato a riaffermare i principi contenuti nella storica direttiva di guerra del generale Eisenhower, concernente il rispetto per il patrimonio culturale altrui.

CowoCheConta – Come mai si trova a Milano in questo periodo, e cosa l’ha spinta a lavorare in un coworking?

Anna Bottinelli – Mi sono trasferita a Milano tre anni fa, quando eravamo nel vivo delle ricerche per “Monuments Men: Missione Italia” (“Saving Italy”).

Avevo appena finito la specialistica a Londra ed era necessario tornare in Italia per avvicinarmi agli archivi.

Nonostante Milano fosse la mia base, ho passato due anni su e giù per l’Italia, tra archivi storici comunali e regionali.

Ultimamente però i viaggi si sono ridotti e mi sono trovata con la necessità di uno spazio di ufficio su cui poter contare con più regolarità ma che allo stesso tempo mi permettesse estrema flessibilità e non comportasse un impegno economico troppo grande.

Il coworking è risultato la situazione ottimale.

CowoCheConta –  Ci sono state conseguenze nel suo lavoro, in seguito all’uscita del popolare film con George Clooney, ispirato dalla Fondazione?

Anna Bottinelli – Il film ha certamente dato una grande visibilità al lavoro della Fondazione e il numero di persone che ci contatta con segnalazioni di beni culturali possibilmente sottratti in tempo di guerra aumenta di giorno in giorno.

E’ incoraggiante vedere quante persone sono disposte a collaborare!

CowoCheConta –  Qual è la storia da cui è stato tratto il film?Schermata 04-2456760 alle 11.41.53

Anna Bottinelli – Il film è tratto dal secondo libro di Robert Edsel, “Monuments Men”, che introduce la missione di questi eroi Alleati.

Parla principalmente delle razzie operate da Hitler nei paesi europei che andava occupando, accennando solo brevemente a quanto stava accadendo in Italia (argomento su cui invece si incentra il libro successivo, “Monuments Men: Missione Italia”).

Arrivati in Europa, il compito iniziale dei Monuments Men fu quello di limitare i danni dovuti ai combattimenti, ma presto la loro missione si concentrò sulla localizzazione dei beni trafugati dai Nazisti.

Furono aiutati da collaboratori disposti, come loro, a rischiare la vita per la salvaguardia dei tesori della nostra civiltà, prima fra tutti Rose Valland, impiegata della Galleria Nazionale del Jeu de Paume dove venivano custodite le opere di proprietà ebraica confiscate dai nazisti.

E’ grazie ai Monuments Men e a chi ha dato loro aiuto se oggi possiamo ancora ammirare le meraviglie dei più grandi maestri della storia come Michelangelo, Leonardo da Vinci, Vermeer, Rembrandt, van Eyck e molti altri.

CowoCheConta –  Infine, quale sarà la sua prossima meta, dopo Milano? Torna alla base, a Dallas o si fermerà in Europa?

Anna Bottinelli – Credo che lascerò Milano entro la fine dell’anno, ma non ho ancora deciso dove trasferirmi.

Mi è sempre piaciuta l’idea di trasferirmi a Dallas, dove sono stata molte volte, ma Londra resta la mia città preferita… è una scelta difficile.

Lascerò che a decidere sia il luogo in cui si dovranno incentrare le mie nuove ricerche di archivio.

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