5 per mille: una donazione che non costa nulla.

5 per milleIl 5 per mille è una parte dell’Irpef che lo Stato destina ad associazioni benefiche e di ricerca, agli enti sportivi, alle attività sociali svolte dai comuni. La scelta, però, spetta al contribuente.

Dalla dichiarazione dei redditi, compilando un apposito spazio, e apponendo una firma, è possibile destinare il proprio 5 per mille ai comuni, alle organizzazioni no profit, alla ricerca scientifica, alle università, allo sport. Basta indicare il codice fiscale del beneficiario, per far arrivare il contributo all’ente di nostra scelta.

Queste le sei opzioni offerte:

  • sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs n. 460 del 1997;
  • finanziamento della ricerca sanitaria;
  • finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
  • sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
  • sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;
  • sostegno alle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

E’ una donazione che non costa nulla, non comporta una spesa in più.

Un’ultima cosa: 5 per mille e 8 per mille sono due cose diverse, una non esclude l’altra.

Con l’8 per mille puoi dare il tuo contributo a un ente religioso o allo Stato. Puoi scegliere tra sei confessioni: la Chiesa Cattolica, l’Unione Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia e l’Unione Comunità Ebraiche Italiane.

In realtà non è una vera e propria donazione in denaro, ma più una raccolta di opinioni. Da questo sondaggio verrà estrapolata una percentuale, in base alla quale saranno distribuiti dei fondi.

La mancata apposizione della firma, in entrambi i casi, è una “non scelta”, come fosse un voto nullo!

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